Il Gazzettino su “Un tai di arte” 11 Giugno 2008
Posted by Tomaso Bulligan in Arte, Musica e Spettacolo, Disabilità, Testimonianze.trackback
In data 4 giugno il Gazzettino ha pubblicato un articolo recante la firma di Marco Maria Tosolini sulla serata Un tai di arte, da noi organizzata lo scorso 3 aprile. Lo riporto integralmente ringraziando l’autore e il giornale per lo spazio concesso all’iniziativa.
Udine
L’Associazione “Comunque” ha organizzato “Un tai di arte”, una serata artistica che si è svolta nella sede dell’Associazione nazionale delle Famiglie dei Minorati della vista, nel capoluogo friulano. La serata ha inteso offrire a artisti di varia estrazione un’occasione per confrontarsi. Il regista e autore Guido Feruglio ha presentato i diversi artisti dopo il saluto del presidente del sodalizio ospitante Giampaolo Bulligan. La serata, mirata a sensibilizzare i presenti sulle tematiche della disabilità visiva senza retorica e con serena ironia e ricchezza propositiva, ha visto esibirsi per prima la direttrice delle attività didattiche ed educative dell’associazione, Edda Calligaris, con una toccante composizione poetica sulla fruizione dell’arte da parte di un non vedente e sull’accessibilità e comunicabilità dei beni artistici. A seguire, il giovane scrittore risanese Francesco Valente, di cui due racconti brevi sono stati recitati da Valentina Molaro con l’intervento di Tomaso Bulligan, impegnato in commenti chitarristici e in un pezzo proprio. Jolija Reinikyte-Bulligan, scrittrice, poetessa e pittrice lituana, ha proposto quindi alcune sue coinvolgenti liriche, mentre Maurizio Benedetti, poeta di Tricesimo, ha presentato il libro “So distruggere il mio dio”, edito dalla Sottomondo, recitando alcune delle poesie in esso contenute. Mariano Bulligan ha dialogato musicalmente con le immagini di Luigina Tusini presentando il suo ultimo intenso progetto: “Mr Fall, Visions from my notime loss”. Suoni, voci e bioelettroniche. Successivamente, Viola Bearzi ha esposto le proprie fotografie che attraggono lo sguardo usando l’imperfezione come mezzo espressivo principe. Una serata intensa, dunque, e un modo non banale di focalizzare l’attenzione sul mondo della diversità nei suoi vari aspetti.
Marco Maria Tosolini




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